“Le parole hanno il potere di distruggere e di creare.

Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.” – Buddha

 

Immagino che avrai sentito parlare in lungo e in largo della ormai famosa Parola dell’Anno.

Il primo anno in cui ne sono venuta a conoscenza è stato il 2016 attraverso un articolo pubblicato da Gioia Gottini. Ho scoperto subito dopo il corso specifico dedicato proprio alla scelta di questa parola creato da Susannah (che ti consiglio vivamente se non hai mai scelto la tua parola) ed è stato amore a prima vista.

Anche se non ho una grandissima esperienza in merito, le sole due parole che fino ad oggi ho scelto hanno avuto il potere di farmi dire: “Wow, questa parola dell’anno la sceglierò da qui in avanti, sempre”.

Perché ti dico questo?

Perché sia ‘Fantasia’ (2016) che ‘Piacere’ (2017) sono state per me più di due semplici parole; sono state segni, fatti concreti, orientamenti, trasformazioni, scelte, azioni, risultati.

Hanno portato concretamente nella mia vita tutto ciò che, al momento della scelta, avevo riposto in loro in termini di intenzione.

 

Perché è così, è inevitabile che nella scelta di una parola tu ci riponga prima di tutto un’intenzione.

Questo accade anche quando scegli una parola da usare in un discorso e decidi che sia quella proprio perché esprime con precisione ed esattezza ciò che c’è dentro di te e che intendi portar fuori.

Ecco qui, la tua parola dell’anno ha un po’ questo ruolo.

Ti aiuta a concretizzare nel mondo esterno ciò che fino ad un attimo prima hai assaporato nel tuo mondo interno, a renderlo visibile e concreto, tangibile e definito.

 

Photo by Clem Onojeghuo

 

Quindi, tanto per cominciare, vorrei delineare alcune motivazioni per cui scegliere la tua parola dell’anno potrebbe essere una nuova e splendida attività di questo 2018 alle porte:

 

  • Stimolante

Scegliere una parola è stimolante prima di tutto nella fase iniziale, quella di scelta, quella di orientamento verso la parola giusta per te. Già perché non è sempre così semplice trovarla e può capitare che non arrivi in modo così immediato.

Ed è proprio qui che si attiva la prima fase di stimolazione; sei costretta a metterti in gioco, ad entrare dentro di te, a farti delle domande, e magari anche a darti delle risposte.

E poi, dopo averla trovata, non è certo finito tutto lì 🙂

Subentra la seconda fase della stimolazione poiché sarai spronata a comprendere come applicare la parola scelta al tuo anno affinché diventi il più utile possibile.

 

  • Arricchente

Scegli la parola che vuoi che guidi il tuo anno e ti assicuro che ti troverai molto spesso ad averla che ti gira per la testa e a chiederti: “E in questo caso come posso applicare la mia parola?”.

Es. Qualche mese fa avevo nel frigorifero un ingrediente che personalmente non mi piace ma che aveva preso mio marito, salvo poi non mangiarlo.

Non sopporto buttare via le cose e in quella circostanza è entrata in gioco la mia parola dell’anno. “Come faccio a farmi PIACERE questa cosa?”.

Ecco qui la soluzione:

http://www.misya.info/ricetta/gnocchi-di-ricotta-e-barbabietole.htm

Mi sono dedicata anima e corpo alla creazione di questi gnocchi con immenso piacere e il risultato è stato sorprendente: mi sono piaciuti tantissimo!!!

Da quel giorno mi sono arricchita di una ricetta in più e il mio corpo di un alimento che fino ad allora non aveva mai mangiato.

 

  • Divertente

Se decidi di fare questo esercizio ti invito a contattare la tua parte bambina e a decidere di farlo insieme. Questo ti permetterà di integrare la parte razionale con quella intuitiva e di divertirti moltissimo sia nella scelta iniziale, sia nella sua applicazione giornaliera.

 

  • Attiva la cura

Leggendo quest’ultimo punto avrai forse corrucciato la fronte 😀 Che significa ‘Attiva la cura??.

Significa che scegliere la tua parola per l’anno che viene è come riporre nella terra un seme sperando che cresca la pianta o il fiore corrispondente.

Cosa succede se, dopo aver seminato, non ti prendi cura del tuo seme?

Non ci sono molte risposte: non crescerà nulla.

Così accade per la parola dell’anno.

Se la scegli ma poi non la innaffi, non le parli, non la curi con del fertilizzante quando serve, non la esponi al sole non arriverà da nessuna parte e, soprattutto, non porterà te da nessuna parte.

E quindi una delle motivazioni più belle per cui scegliere questa parola è proprio quella che ti permetterà di attivare dentro di te un’azione di cura che userai nei suoi e nei tuoi confronti.

E poi, una volta scelta questa parola cosa me ne faccio?

Anche solo per le motivazioni che ti ho elencato poco fa potrebbe valere la gioia attivarsi e fare il processo.

 

Photo by Álvaro Serrano

 

Ma una parte altrettanto bella sarà poi vivere questa parola nella tua quotidianità e divertirti nel fare anche questo.

 

Come usarla

Ti lascio qui di seguito alcuni spunti per comprendere meglio come puoi fare buon uso della parola:

  • La usi per fare una piccola meditazione al mattino appena ti svegli in modo da respirarla con tutta te stessa

 

  • Ti crei una bella Tavola della Visione (off line o on line su Pinterest) cosìcché tu possa averla davanti agli occhi sempre e possa essere certa di non dimenticartela

 

  • Dedichi 5minuti di visualizzazione ogni giorno per immaginare la parola già concretizzata in tutti gli ambiti della tua vita

 

  • Puoi scrivere una lettera alla tua parola raccontandole chi sei e come mai vi siete incontrate 🙂

 

  • Puoi chiederti cosa senti che ti limita nel vivere a pieno questa parola e poi contattarmi per fare una consulenza di Fiori di Bach volta a liberarti da questi blocchi

 

Prenota la tua consulenza

 

Insomma, per quanto mi riguarda la Parola dell’Anno è pura magia e io sto scoprendo la mia per questo nuovo 2018 in arrivo.

Tu l’hai già trovata? Condividila qui sotto nei commenti, sarò davvero felice di conoscerla.

La mia te la svelo nella Newsletter in arrivo la prossima settimana. Se non sei ancora iscritta puoi farlo qui

 

Le parole sono finestre (oppure muri).  – Marshall B. Rosenberg

 

 

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